“Può darsi che non sarai mai felice […]. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta.”
Del protagonista abbiamo queste informazioni: ha trentaquattro anni, vive a Tokyo in un piccolo appartamento nel quale si trova bene; porta al polso un orologio di Topolino, ascolta musica di generi diversi e guida una Subaru; è divorziato ed è un freelance che scrive testi su commissione, per essere più precisi e utilizzando una sua espressione, “spala neve culturale”.
Il nostro protagonista sta vivendo una fase di insoddisfazione, sente che in qualche modo deve chiudere un cerchio, e per farlo si avventura in esperienze dove il mondo reale e il mondo onirico si alternano e si sovrappongono.
Sogni, visioni e messaggi da decifrare lo portano a Sapporo, all’Albergo del Delfino, dove incontra una tredicenne con una particolare sensibilità.
Un noir surreale e disorientante, popolato da eventi e incontri fuori dall’ordinario.

