“Avevo scelto di trasferirmi quassù perché volevo stare bene, per scappare dalle cose brutte.
Per stare leggera.”
Beatrice lascia la città per un rifugio dal quale ammirare la Becca.
Ascolta il richiamo delle montagne e si trasferisce in alta quota, convinta di aver trovato il suo posto, un luogo capace di accoglierla e di guarire tutte le sue ferite.
Ma la montagna sa essere imprevedibile.
I mesi estivi nel rifugio del Barba, dal carattere molto duro con regole altrettanto rigide, scorrono veloci.
Quando arriva l’inverno, Bea deve prendere una decisione: restare, accettando giornate scandite dal silenzio e dalle attese, oppure tornare alla vita dalla quale aveva cercato di allontanarsi.

