La vegetariana

Kang Han

Non è facile leggere la storia di Yeong-hye.
I suoi sogni ossessivi sono un varco attraverso il quale riaffiorano tormenti e sofferenze. Il rifiuto del cibo non vegetale non è solo un disturbo alimentare ma una reazione alle violenze subite e ai traumi, un rifiuto delle regole e dei comportamenti imposti. È la strada che Yeong-hye percorre per sparire, per confondersi con la natura.

Nel romanzo ci sono tre punti di vista: quello del marito che, incapace di comprendere la moglie, si allontana inorridito dal cambiamento; quello del cognato che approfitta della sua vulnerabilità; quello della sorella, l’unica che percepisce la gravità della sua scelta, che non l’abbandona, che tenta in tutti i modi di salvarla e che, in fondo, vede in lei il coraggio di spezzare gli schemi.

“La vegetariana” è destabilizzante; rimane per un po’ senza dare risposte.

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