Montedidio

Erri De Luca

I libri arrivano sempre nel momento giusto, ti trovano e da quel momento resti in loro compagnia.

“Montedidio” assomiglia tanto ad una fiaba malinconica, che fa scendere qualche lacrima, fa un po’ male ma è sincera.

È il diario di un ragazzino che vive a Napoli, nel quartiere Montedidio. Su un rotolo di carta racconta ciò che gli accade e lo fa in italiano perché è più silenzioso del dialetto, che fa troppo rumore.

A tredici anni non è più un bambino, la scuola non fa più per lui e nella bottega di Mast’Errico impara il mestiere di falegname. Proprio qui conosce Rafaniello, un calzolaio che arriva da lontano. Rafaniello è speciale, nella sua gobba sono nascoste le ali:

“Lui fa coi pensieri come con le scarpe, le mette capovolte sul bancariello e le aggiusta”.

L’amore, il dolore, la collera…quante cose incontra e impara questo giovane che sta crescendo in fretta e passa le serate ad allenarsi con il suo “bumeràn”.

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