A circa ottanta chilometri a sud della penisola coreana, si trova Jeju, l’isola vulcanica che si dice sia abitata da 18.000 dèi.
È proprio qui che Bum-young Sung ha realizzato il suo sogno: trasformare un terreno di ghiaia in un giardino botanico.
Visitare lo Spirited Garden è un’esperienza che infonde tranquillità, invita a prendersi del tempo per entrare in contatto con il contesto e incoraggia a connettersi con se stessi.
Con un ombrello per ripararsi dal sole nei mesi più caldi – o dalla pioggia, quando cade – senza fretta, si percorrono strade tutte collegate tra loro. Si incontrano alberi tradizionali coreani, più di duecento bonsai, costruzioni in basalto, laghi con carpe koi e cascate. Vegetazione, pietra e acqua, elementi naturali differenti che convivono in armonia e infondono serenità, sono curati con dedizione e amore.
È un’oasi di pace dove si trovano anche messaggi per i visitatori, alcuni dei quali sono dedicati alla pazienza come forma di saggezza, alla costanza, al rispetto, alla curiosità.
L’approccio consigliato è quello di una visita in un museo, soffermandosi su ciò che attira l’attenzione e lasciandosi avvolgere dalla bellezza circostante.
Bum-young Sung, che abbiamo avuto il piacere di conoscere ad agosto 2026, è un signore che ha superato gli ottant’anni, dagli occhi sorridenti e dai modi gentili. Ci ha accolto con grande calore, felice di condividere ciò che è riuscito a creare.
Originario di Seul, a ventinove anni si innamorò di Jeju, affascinato dal mare, dal clima e dalla calma. Decise di lasciare la sua attività di sarto, trasferirsi sull’isola e intraprendere una nuova avventura di vita.
“Sono felice quando vedo persone sorridenti nel giardino”, così scrive nel suo libro “Spirited Garden. The story of a farmer and his love for trees, stones and life”, dove è riportata la storia di questo luogo magico.
Oggi lo Spirited Garden è considerato uno dei giardini più belli al mondo anche se, come scrive il suo fondatore, il percorso per completarlo è ancora molto lungo.










