Pantelleria ha le sfumature dei tramonti indimenticabili, l’antracite delle rocce vulcaniche, il blu intenso delle sue acque e il verde delle vigne e dei cespugli di mirto.
Ha il profumo inconfondibile dei fiori di elicriso, dei limoni e dei capperi.
Regala esperienze culinarie che difficilmente si dimenticano e conserva il fascino di leggende lontane.
Quando cala il sole, il cielo si tinge di arancione e di rosa e, nelle serate più limpide, si distingue il profilo dell’Africa, che non è poi così lontana.
Ancora più bello è ammirare il tramonto dal terrazzo di un dammuso, la tipica abitazione pantesca in pietra lavica.
Si sente il cuore pulsante dell’isola, il calore che sprigiona dalla terra e che ci ricorda che il suo centro è ancora attivo. Le Favare, emissioni di vapore caldo e gas che rendono molto caratteristico il territorio, ne sono la prova.
Lo stesso calore si ritrova nelle terme naturali, come le sorgenti calde di Cala Gadir, note per le proprietà curative, in netto contrasto con le acque spettacolari ma gelide (nei primi giorni di giugno).
L’antracite mette in risalto il blu del mare ed è impossibile resistere alla tentazione di un tuffo rigenerante dagli scogli.
Scarpe comode, crema solare e una scorta d’acqua sono essenziali per avventurarsi lungo i sentieri che portano a scorci di natura dall’animo selvaggio.
Cala Nika, la Balata dei Turchi – non sempre di facile accesso per un bagno –, Cala Levante e Cala Martingana sono calette suggestive con fondali profondi. Senza dimenticare l’Arco dell’Elefante, una formazione rocciosa che ricorda il profilo del mammifero, la cui proboscide è immersa in acqua. La leggenda narra che una bambina trasformata in un faraglione sia rimasta legata per sempre all’elefante di pietra lavica, simbolo di un’amicizia eterna.
Un’altra leggenda che avvolge Pantelleria riguarda il lago di Venere, uno specchio d’acqua situato nella parte settentrionale dell’isola che, in molti, considerano magico. Si narra che la dea Venere scoprì questo bacino naturale di acqua termale immerso nella natura. Attratta dalla purezza delle sue acque, Venere decise di specchiarsi. Proprio il suo riflesso donò al lago poteri magici e rigeneranti e, ancora oggi, è considerato curativo per la pelle. Si dice inoltre che il lago esaudisca i desideri più profondi di chi si specchia.
Poteri magici sembrano appartenere anche ai piatti tipici panteschi.
Il Bacio pantesco, due cialde croccanti ripiene di morbida ricotta con gocce di cioccolato, è un dolce che crea dipendenza, lo stesso effetto provocato dalle cassatelle, sempre con ricotta. Il Panificio Marrone, a Scauri, offre prodotti sia dolci che salati di alta qualità e una terrazza con vista rilassante.
Altri protagonisti indiscussi della tavola, sono i capperi. Ricchi di proprietà, accompagnano, insieme ai pomodori e alle olive, i principali piatti locali: dai primi, ai secondi di pesce, fino al couscous.
La signora Bice della Trattoria del Porto cucina ottimi piatti casalinghi. In un ambiente spartano, con tavoli e sedie di plastica e vista barche, vengono consigliati piatti preparati con gli ingredienti più freschi del giorno.
A Khamma, nella piazzetta, il Bar Beluga propone un menù vario; per pranzo l’insalata pantesca è perfetta.
Ad accompagnare questi sapori mediterranei, ci pensano i vini locali e, per concludere, un mirto fresco oppure un Passito delle vigne a forma di alberello.
Scoprire Pantelleria a bordo di una Citroën Méhari rende tutto più romantico e avventuroso. Magari le portiere non si aprono facilmente e, se soffia il vento, lo si prende tutto, ma ne vale davvero la pena.
Pantelleria ha conquistato il cuore di molti artisti che, su di lei, hanno scritto le cose più belle. Fra tutte, quella più poetica: «Sembri la Luna».

















