Non ci sono né regole precise né tempo stabilito per riprendersi da un lutto, si sa solo che con il passare del tempo il dolore diventa meno forte e si trasforma.
Per fortuna una storia raccontata – nel momento giusto – può essere la terapia adatta per il cuore che sta cercando di mettere insieme i pezzi, che prova a colmare il grande vuoto che sente.
Le cure non sono sempre facili, possono far soffrire, costringono ad essere sinceri e a viversi la tristezza. Scende qualche lacrima, ma poi, quando iniziano a funzionare, la luce piano piano allontana il buio.
È quello che capita in queste pagine con Amande, che si rifugia in una vecchia casa di campagna con l’unico desiderio di nascondersi da tutto e da tutti e dall’estate che sembra infinita: ha perso le due persone più importanti della sua vita. Soffre (e noi con lei) ma poi a piccoli passi, con delicatezza, guarda di nuovo avanti (e noi sempre con lei). Grazie ai calendari e i quaderni di Madame Lucie, la precedente proprietaria, prova a prendersi cura del giardino e dell’orto abbandonati da anni. Senza aspettative, Amande, l’orto e i fiori colorati si prendono per mano e rinascono insieme.
“L’inverno è il periodo per chiudere la porta e custodire il tesoro, la primavera è il momento per aprirla.”
Un libro che commuove ma può fare anche tanto bene perché sa come confortare il cuore.

