Le donne di Luisa Carnés vivono in un clima malinconico, sono stanche, hanno le mani rovinate dal lavoro, indossano abiti consumati. Il loro quotidiano racconta la stanchezza fisica e mentale, le discriminazioni e la precarietà lavorativa.
La scrittrice attinge alla propria esperienza personale per dar vita alle storie delle cameriere di una sala da tè di Madrid all’inizio degli anni ’30, creando una forte empatia.
Sono anni di lotte sociali, nei quali si assiste a un risveglio della condizione femminile e a una nuova consapevolezza.

